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Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, il modo in cui gli utenti del web cercano informazioni è  radicalmente cambiato. Se l’attività di SEO (Search Engine Optimization) ha rappresentato la principale strategia per aumentare la visibilità di un sito o di una pagina web, oggi emerge una nuova strategia, cioè la GEO, ovvero la Generative Engine Optimization.

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A cosa serve la consulenza GEO

La Generative Engine Optimization (GEO) è l'insieme di strategie e tecniche volte a migliorare la visibilità di un brand, di un prodotto o di un contenuto all'interno delle risposte generate dall'Intelligenza Artificiale.

A differenza della SEO tradizionale, che punta a posizionare un sito web tra i primi risultati dei principali motori di ricerca, la GEO serve a fare in modo che un determinato contenuto venga selezionato, rielaborato e citato da motori generativi come: ChatGPT; Google AI Overviews; Perplexity AI; Microsoft Copilot e molti altri.

Infatti, con l'avvento dei servizi dell’intelligenza artificiale, l'utente riceve una risposta direttamente dall'IA, senza dover necessariamente visitare un sito web. La GEO serve quindi a garantire che, in quella risposta sintetica, una determinato sito o pagina web sia citata come fonte autorevole.

Il Social Media Manager è un professionista o una web agency incaricata di gestire, sviluppare e monitorare la presenza di un’azienda, di un brand, di un bene, servizio o di un soggetto, sui social network come Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok, tramite strategie mirate di marketing e di pubblicazione contenuti.

La sua attività non si limita alla semplice pubblicazione di post o alla gestione di pagine social, ma comprende un insieme articolato di competenze: dall’analisi del mercato e del target di riferimento, alla pianificazione editoriale, fino alla gestione delle interazioni con il pubblico e alla misurazione dei risultati.

Per questa attività, è quindi fondamentale stipulare un contratto che descriva le specifiche esigenze del cliente e la concreta attività che il Social Media Manager dovrà compiere, evitando quindi un contratto “pro forma” o del tutto generico, che non tutela mai le parti.

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Il contratto di creazione di contenuti pubblicitari e di gestione di piattaforme social network e di condivisione di contenuti,  rientra tra i contratti di web marketing, cioè quei contratti con cui un professionista o una web agency forniscono un servizio di pubblicità  tramite la rete internet, a favore di imprese che distribuiscono di beni e servizi.

Per un’impresa commerciale la promozione tramite queste piattaforme può essere  un ottimo mezzo per pubblicizzare i propri prodotti o servizi. Infatti, quando un utente diventa un iscritto della pagina, di un canale o di un determinato personaggio, ogni volta che il gestore della pagina pubblica una notizia o un aggiornamento, questa potrà essere visualizzata dall’utente in modo diretto ed immediato.

La seguente disciplina può riguardare qualsiasi servizio di pubblicità e di gestione di social network o piattaforme che prevedono la pubblicazione di testi, fotografie e video, come Facebook, Youtube, Linkedin, Instagram, Tik Tok.

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Caratteristiche del contratto di pubblicità su piattaforme social

Questa attività presuppone un’analisi preliminare, che riguarda le esigenze del cliente, l’individuazione del messaggio o del contenuto da veicolare e del mezzo migliore per diffonderlo, la realizzazione di un programma di azioni. Il tutto viene solitamente riassunto in un documento, che dovrà essere approvato dal cliente.

Riguardo il contenuto del contratto in esame, dovranno essere chiarite le esigenze del cliente, i suoi obbiettivi in termini di mercato, il messaggio da veicolare, il target dei clienti da raggiungere ecc...... Il contratto dovrà poi stabilire le azioni che il consulente dovrà compiere, in termini di strategia di marketing, ideazione e gestione dei contenuti da diffondere, aggiornamento della pagina o del canale, gestione degli iscritti.

Con influencer marketing possiamo definire il fenomeno della pubblicazione di contenuti online tramite social media e piattaforme social, per la condivisione di video ad opera di soggetti che hanno un certo seguito tra il pubblico degli utenti.

In questo ambito, si può parlare di influencer marketing come quella forma di marketing pubblicitario che si fonda sulla capacità attrattiva che talune persone hanno sul vasto pubblico degli iscritti ai social media o alle piattaforme social. Nel messaggio informativo gli influencer rivestono quindi un ruolo di testimonial del prodotto o del servizio di una determinata azienda o società.

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Obblighi di condotta degli influencer

Gli influencer che svolgono tale attività in modo professionale, sono tenuti al rispetto delle disposizioni del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi (Dlgs 8 novembre 2021 n. 208) e, nelle loro comunicazioni devono conformarsi ai principi di trasparenza e di correttezza dell’informazione. In particolare , nelle loro comunicazioni, gli influencer sono tenuta a:

  • evitare il ricorso a tecniche subliminari, cioè l’inserimento di messaggi nascosti (visivi o uditivi) e non immediatamente percepibili nella loro finalità;
  • rispettare le norme in tema di comunicazione commerciali, televendite, sponsorizzazioni e inserimento di prodotti, nonché evitare la pubblicità occulta. In particolare, devono riportare nel testo che accompagna i contenuti, o in sovraimpressione all’interno degli stessi, una scritta che ne evidenzi la natura pubblicitaria, in modo immediatamente riconoscibile;
  • devono garantire la presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti su cui si esprimono e devono verificare la correttezza e l’obiettività delle informazioni che divulgano;
  • devono garantire il rispetto del diritto d’autore e degli altri diritti di proprietà intellettuale.

Sono in rapida diffusione le licenze di software implementate con intelligenza artificiale, programmate in modo da svolgere in autonomia determinate elaborazione, migliorare le proprie funzionalità, ottimizzare i risultati e la loro interpretazione, elaborare analisi o modelli, migliorare i processi.

Possiamo definire intelligenza artificiale (IA) come un sistema informatico capace di svolgere compiti che normalmente richiedono una supervisione umana, come l'apprendimento, la pianificazione, l’implementazione e l’analisi. Quindi è un sistema che “impara” da una serie di dati e, in base a questi, evolve in autonomia per ottenere i migliori risultati o per ottimizzarli (machine learning).

Questo tipo di contratti si basano sulle regole dei più comuni contratti di licenza del software. Si tratta infatti del contratto con cui viene realizzata la distribuzione sul mercato di un programma, cioè progettato e sviluppato per essere distribuito in molteplici copie, in questo caso verso un’utenza  professionale\aziendale, ed il più delle volte non appositamente progettato secondo le esigenze specifiche del cliente\licenziatario. E’ comunque possibile che un programma sviluppato su specifica richiesta, venga poi concesso al committente in licenza d’uso.

All’autore del software, una volta che questo è stato creato vengono attribuiti, a titolo originario, tutti i diritti morali ed i diritti patrimoniali e di utilizzazione economica del programma. Si intende che questi diritti vengono acquisti automaticamente ed immediatamente con il semplice atto della creazione, senza necessità di alcuna formalità. Infatti, l’eventuale registrazione preso la SIAE ha esclusivamente valore dichiarativo e di pubblicità, e non di ordine costitutivo del diritto.

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Caratteristiche del contratto di licenza d’uso di software

Per prima cosa il contratto dovrà precisare le caratteristiche principali del software, il suo scopo, le sue principali funzionalità, moduli e comandi. E’ per queste caratteristiche che il distributore si impegna, e conseguentemente non può garantire altri requisiti non previsti dal contratto. A tal proposito, è preferibile prevedere un allegato tecnico, che elenchi le funzionalità del programma.

La caratteristica peculiare del contratto di licenza del software è quella di trasferire all’acquirente non l’intera totalità dei diritti patrimoniali sul programma informatico, ma solo alcuni di questi. In particolare, il licenziatario potrà utilizzare il software, installandolo sull’hardware, visualizzarlo e eseguirlo per lo scopo previsto dal contratto di licenza. Quindi, il programma è concesso per le esclusive finalità di organizzazione e di gestione dell’attività del licenziatario, ed in maniera conforme alla sua destinazione d’uso

Il distributore del software (licenziante) manterrà gli altri diritti patrimoniali che incidono sullo stesso software, in particolare la titolarità del codice sorgente e il diritto di distribuire il programma ad altri clienti, anche tramite altre tipologie contrattuali.

La licenza del software viene concessa a tempo determinato, tramite pagamento di un canone periodico, solitamente annuale. In tal caso, il mancato pagamento del canone è un inadempimento contrattuale, con conseguente interruzione all’utilizzo il software. La licenza d’uso può comunque essere concessa a tempo indeterminato, e in questo caso si può considerare come un vero e proprio contratto di vendita di una copia del programma.

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