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Tramite il contratto di outsourcing di servizi tecnologici ed informatici, un'impresa affida a un soggetto terzo, dotato di specifiche competenze tecniche e organizzative, la gestione di uno o più servizi informatici, con l'obiettivo di conseguire maggiore efficienza operativa, riduzione dei costi, accesso a tecnologie innovative e possibilità di concentrare le proprie risorse sul core business. Si tratta quindi di una pratica di esternalizzazione di alcune attività, che se organizzate tramite la struttura aziendale interna, sarebbero svolte in modo meno efficiente. 

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L'oggetto del contratto

L'oggetto del contratto di outsourcing consiste nell'affidamento, da parte del committente, della gestione di servizi tecnologici e informatici ad un prestatore specializzato, che si obbliga a svolgere le attività concordate mediante una propria ed autonoma organizzazione di mezzi e personale.

L'esternalizzazione può riguardare l'intera struttura informatica aziendale oppure servizi specifici, tra cui:

  • gestione delle infrastrutture hardware e software;
  • amministrazione delle reti informatiche;
  • servizi cloud;
  • sviluppo e manutenzione di software;
  • assistenza tecnica agli utenti (help desk);
  • servizi di sicurezza informatica;
  • gestione dei database;
  • disaster recovery e business continuity;
  • gestione dei sistemi di backup;
  • monitoraggio delle infrastrutture digitali.

Il Machine Learning  è una disciplina dell’intelligenza artificiale utilizzata per sviluppare sistemi che apprendono o migliorano le performance aziendali in base ai dati utilizzati. Questi sistemi sfruttano set di dati per la generazione e l’ideazione di algoritmi capaci di apprendere e di fare previsioni.

In tale ambito, aziende e imprese possono avere la necessità di incaricare un professionista o un’azienda specializzata per progettare sistemi di apprendimento automatico. Questa attività comporta la valutazione e l'organizzazione di dati, l'esecuzione di test ed esperimenti e, in generale, il monitoraggio e l'ottimizzazione dei processi di apprendimento automatico per aiutare a sviluppare sistemi ad alta efficienza.

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Può accadere che nell’ambito di un’attività imprenditoriale o commerciale vengano copiati e utilizzati software o prodotti informatici in modo non legale, cioè ottenuti tramite copie gratuite o tramite canali di vendita non ufficiali. Questo si verifica perché i software professionali hanno costi di licenza molto elevati, e quindi potrebbe prevalere la volontà di risparmiate su questi importi. Inutile notare che queste condotte possono esporre l’attività imprenditoriale e il suo titolare a conseguenze penali ed amministrative, ed in sede civile a richieste di risarcimento a favore del titolare del prodotto software.

In questo articolo esaminiamo la disciplina sulla tutela del software, sulle conseguenze penali, civili e amministrative in caso di uso illecito di programmi, oltre a proporre una strategia a tutela in caso di contestazioni e richieste di risarcimento.

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Disciplina a tutela del software

Il software è considerato un’opera di ingegno di carattere creativo, purché sia il frutto di uno sforzo intellettuale nuovo ed originale, ed è quindi tutelato dalla disciplina del diritto d’autore (legge 633/1941 e successive modifiche). Il carattere di novità ed innovazione del software non è dato dalle sue funzionalità o dal suo scopo, ma dallo specifico linguaggio di programmazione con cui è stato realizzato. Conseguentemente, la tutela legislativa si indirizza verso il codice sorgente del software, che deve essere originale rispetto ad altri programmi. Ciò significa che sono entrambi tutelati due software che hanno un identico scopo e funzionalità simili, purché i loro codici sorgenti siano originali e non copiati. Infatti, restano esclusi dalla tutela di legge le idee o i principi che stanno alla base del prodotto software, compresi quelli che stanno alla base delle sue interfacce.

E’ pratica comune che un’impresa o una software house, prima di iniziare l’attività di realizzazione di un progetto informatico, di un software o di un’applicazione web, incarichi un consulente o un’impresa specializzata, spesso candidata ad assumere l’incarico di realizzazione, di preparare uno studio o un piano di fattibilità. Questa fase è indispensabile per consentire una serie di valutazioni sulla sostenibilità tecnica, l'architettura del software\applicazione o i requisiti di sistema, le funzionalità e i comandi necessari, le tempistiche e i costi di realizzazione.

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Caratteristiche generali del patto di riservatezza e non concorrenza

Per permettere questa attività, il committente dove informare l’incaricato delle caratteristiche del progetto, dell’idea di business, del proprio know-how e di altre informazioni aziendali a carattere riservato. In tal caso, è necessario tutelare la riservatezza di queste informazioni, per impedire l’eventuale diffusione che potrebbe avvantaggiare la concorrenza ed evitare che il consulente incaricato utilizzi le informazioni a proprio vantaggio, realizzando il progetto per proprio conto. Per questo, le parti devono sottoscrivere un Accordo di Riservatezza e di Non Concorrenza, cioè un documento con previsioni, regole e requisiti di validità ben precisi.

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